CHE
PROFUMO HA IL PARADISO?
Tra il mare dei Caraibi e l'Oceano Atlantico, al largo delle coste del
Venezuela esistono perle di terra, sperdute nel mare turchese: l'arcipelago di
Los Roques. Delle circa 300 isole di cui è composto solo 42 sono abbastanza
grandi da avere un nome. Tutte sono comunque piccoli atolli, cayos e
banchi di sabbia percorribili in pochi minuti o appena affiorati sul mare.
Tutto ciò che è stato scritto su questo arcipelago corrisponde a verità: si
tratta di uno dei luoghi più belli al mondo, sperduto in un mare che offre ogni
possibile sfumatura e tonalità di azzurro, rigurgitante di pesci, granchi,
razze, aragoste e stelle marine, e da mille varietà di uccelli dai colori
brillanti. L'aria è intrisa di profumi, le notti trasparenti e magiche, i
giorni vivaci e allegri. Tutto, dal clima, al mare, alla terra e i suoi
abitanti, sembra perfetto: un paradiso nel vero senso
della parola.
Una volta atterrati nel piccolo aeroporto sulla spiaggia le prime sensazioni sono confuse e intense. Il riverbero, il caldo, la brezza e nessun rumore di motori, solo le eliche del piccolo aeroplano che pian piano si fermano. E laggiù il blu a perdita d'occhio.
Una volta atterrati nel piccolo aeroporto sulla spiaggia le prime sensazioni sono confuse e intense. Il riverbero, il caldo, la brezza e nessun rumore di motori, solo le eliche del piccolo aeroplano che pian piano si fermano. E laggiù il blu a perdita d'occhio.
E' per tutti questi motivi che vale la pena affrontare un viaggio lungo e
un pò avventuroso. Partendo dall'Europa, infatti, vi aspettano circa 9 ore di
volo intercontinentale per raggiungere il Venezuela e da qui occorre imbarcarsi
sul famoso e famigerato volo interno in bimotore che da Caracas porta
all'aeroporto sulla spiaggia di Gran Roque, l'isola principale e l'unica
abitata dell'arcipelago. Proprio questo tipo di viaggio ha fatto da deterrente
al turismo di massa e ha salvato Los Roques che ha potuto così trasformarsi,
dal 1972, in parco nazionale marino.
Circa venti anni fà ci fu comunque un momento di immigrazione che portò molti
italiani a trasferirsi qui e ad aprire alcune posadas per accogliere i
turisti. Fortunatamente gli imprenditori del turismo e amanti del mare hanno,
per la maggior parte, seguito le usanze locali e rispettato l'ambiente
adattando le vecchie case dei pescatori a strutture per i turisti. Delle circa
50 posadas presenti a Gran Roque alcune sono davvero belle e curate, spartane
ma comunque accoglienti. Pare che, per una volta, il profitto non abbia
prevalso sull'amore e il rispetto per il mare. Perchè ciò che porta a Los
Roques è assolutamente questo amore, che qui esplode in tutta la sua forza!
La semplicità della vita dell'arcipelago può spaventare: nelle piccole
strade di sabbia non ci sono marciapiedi, negozi e locali, nessun veicolo
tranne il camion per la spazzatura, nessun rumore tranne quello delle voci e
delle barchette che si allontananno dal porticciolo. I roquenos sono
scalzi e sorridenti. E si divertono un mondo a guardare le faccie di chi, come
me, per la prima volta atterra in paradiso. Lo stupore e la felicità che improvvisamente ti si stampano
in viso sono davvero impressionanti.
Questa è una terra mai banale e piena di sorprese. Ogni giorno gli abili
barcaioli insieme al personale della posada saprà suggerirvi l'isola più
adatta. Per fare vita di mare occorre
anche un pò di disciplina e molta essenzialità: perciò in piccoli gruppi ci si
imbarca a seconda della propria destinazione, sulla diverse e poche barche al
porto. Ognuno ha l'attrezzatura fornita dalla posada: l'indispensabile
ombrellone e il pranzo, oltre a costume e necessario per lo snorkeling o altri
sport acquatici. Tutto ciò che si porta fuori deve tornare indiero senza
lasciare traccie.
Le dimensioni ridotte delle isole e la generale disponibilità degli
abitanti offrono al visitatore l'opportunità di esplorarle a fondo scoprendo segreti spesso inaspettati. In circa dieci giorni ci si può fare una buona idea
di tutto l'arcipelago visitando Madrizqui, Crasqui o Noronquises, o
allontanandosi fino a Boca de Cote,
Carenero e Cayo de Agua. Ognuna propone la sua particolarità: dalle conchiglie
giganti sulla spiaggia, alle lingue bianchissime di sabbia in mezzo al mare,
dalle lagune verde smeraldo, al fondale punteggiato di stelle marine. Un
crescendo di emozioni assicurato che culminerà nel vostro giorno perfetto
ovvero quando si arriva nella propria isola preferita. Quella in cui vedi una
sfumatura di turchese che mai hai visto prima e che non immaginavi esistesse,
quella che faticherai a lasciare quando è ora di partire alla sera, quella che
porterai con te ovunque.
A Los Roques si combatte per preservare l'ambiente, per non distruggere
la flora e gli animali marini e per vivere al riparo dall'inquinamento e dal
caos del mondo. Non è facile, dicono gli abitanti, ma chi arriva e si innamora
dell'armonia di questo paese non può non essere d'accordo con loro. A Los
Roques si va per una vacanza, come spesso accade farciti di sicurezze e pregiudizi,
che ben presto qui, per fortuna, si dimenticano. Si torna invece ricchi di
esperienze semplicissime ma intense e profumate di armonia. Incredibile, indimenticabile Los Roques.
