lunedì 1 ottobre 2012

La città luccicante

E' in una splendida cornice naturale e paesaggistica fatta di eucalipti, pini marittimi, dune avvolgenti e tramonti variopinti che sorge una delle più apprezzate località del Marocco: Marrakech. Sorta ai piedi delle cime innevate dell'Atlante, sontuosa, esuberante e mutevole, Marrakech è considerata la capitale meridionale e richiama mercanti e commercianti anche da molto lontano. Appena si arriva in città salta agli occhi il colore dominante: il rosso. Dalla terra dei campi che circondano la Medina, alle case, ai tetti, ogni cosa possiede una sfumatura di quest'intenso e simbolico colore. Come nel caso di altre città marocchine, la parte vecchia e la ville nouvelle di Marrakech hanno circa le stesse dimensioni. La parte vecchia della città comprende naturalmente la Medina, centro storico composto da piccole e intricatissime vie. Il punto focale è la Jemaa el-Fna, l'enorme piazza diventata il palcoscenico di una miriade di attività. Qui si concentra l'essenza del Marocco, i colori dipingono ogni bancarella, i mercanti vi ammaliano con maestria e furbizia. Acrobati, giocolieri, strimpellatori itineranti, scrivani, musicisti e molto altro, tutto ciò fa parte del grande spettacolo, ai margini esterni della piazza ci sono, poi, le bancarelle di frutta e di succhi e i venditori di erbe per curare ogni genere di malanno. Questo luogo di incontro assolutamente originale è stato dichiarato nel 2001 dall'Unesco "capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell'umanità". Se la Jemaa el-Fna è famosa per l'energia, la sua vitalità e l'atmosfera magica, I Souq della Medina di Marrakech sono invece rinomati per la varietà dei loro prodotti artigianali di ottima qualità ed anche per gli spettacoli inconsueti di incantatori di serpenti o dentisti a cielo aperto. Le vie dei souq sono un vero e proprio labirinto e vagabondando tra esse si ha modo di osservare gli artigiani al lavoro mentre confezionano pantofole, tessono coperte, tingono tessuti o forgiano metalli. Decisamente un'altra dimensione, dove il profumo di zafferano, cumino, pepe nero o verbena incantano l'olfatto. Dove si possono acquistare mandorle, datteri olive mentre sui banchi degli speziali stanno allineati vasi di henné, ghassoul, estratto di rose, muschio e ambra. Per chi cerca un'esperienza sensoriale particolare e unica nel suo genere occorre addentrarsi anche nel quartiere delle concerie. Lo spettacolo che vi si presenterà non è per stomaci deboli: a cielo aperto sono disposte le pelli intere degli animali che vengono lavorate e appese ad asciugare su tutta la parete di case. La cosa particolare è che qualunque piccola guida locale vi abborderà, senza che nemmeno ve ne accorgiate, e vi trascinerà via via sempre più all'interno di questi laboratori. Calpestando le pelli e camminando sui piccoli muri che delimitano le vasche. Poi, con grande sorpresa e un certo sollievo si riaffiora nei vicoli attraverso il negozio della stessa conceria in cui sono esposti i prodotti artigianali di ogni tipo e colore.
Per dormire a Marrakech occorre assolutamente scegliere un antico palazzo ristrutturato o Riad. L'atmosfera da “Mille e una notte” si aprirà davanti ai vostri occhi in tutto il suo splendore. Questi edifici sono antichissimi e appartenuti alle famiglie più importanti del Marocco. In epoca moderna sono stati per la maggior parte rilevati da stranieri e trasformati in hotel di lusso mantenendo però tutta l'arte e la bellezza originaria. Nel cortile interno, cuore del palazzo, si trovano colonne e fontane riccamente decorate con porcellane e marmi. Tutt'attorno le stanze con i letti a baldacchino, i piccoli tavoli d'argento e i soffitti in legno. Entrare in un riad significa entrare nella vera essenza di Marrakech accompagnati da sensuali profumi che incantano.
E a proposito di piaceri intensi e sensazioni indimenticabili come non parlare della cucina locale, universalmente riconosciuta e apprezzata, fatta di mille specialità regionali e sapori diversi. Dalla città passavano le carovane partite da Timbuctù, dirette al nord e cariche d'oro e di ogni genere di spezie. La cucina di Marrakech è non a caso la più speziata del paese. Il piatto nazionale per definizione è il cous cous (o kasksou) una pietanza unica a base di semola di grano e orzo cotta a vapore che si può abbinare alla carne, al pesce o alle verdure. A Marrakech, nella stagione giusta, si può provare la varietà di cous cous a base di zucca o con i ceci, gustato con una salsa di cipolle e uvetta e spezie. Un'altra specialità marocchina sono gli stufati di carne tajine che devono il loro nome dalla caratteristica pentola di coccio dal coperchio a forma di cono. In giro per le strade della città e nella stravagante piazza Jemaa el-Fna si possono, poi, trovare e gustare il kabab di carne d'agnello o di frattaglie aromatizzato al cumino e coriandolo fresco, gli spiedini quodban, deliziose salsicce speziate di vitello merguez, spiedoni di agnello mechoui spalmato con burro e spezie. Ma anche zuppe chorba di legumi e verdure, sardine e sogliole fritte, insalate. Tutti i piatti sono solitamente accompagnati dal pane khobz di farina di grano, leggermente lievitato e con forma circolare che serve spesso da vera e propria posata per sollevare e mangiare le altre specialità. Infine non si può certamente lasciarsi scappare un assaggio del famosissimo tè alla menta che vi verrà offerto ovunque e a qualunque ora, un rito che disseta, riscalda rimette in forma e che non si rifiuta mai, ricordando l'antico proverbio per cui "un tè senza la menta è come una notte senza la luna".




1 commento:

.TelA ha detto...

Si dovrebbe intendere che un te senza menta sia nero come la notte più buia?
Boh, a parte questa che forse è solo una battuta, fai venire voglia di togliere le armature della nostra società ed andare fieri e aperti e nudi al nuovo negozio sotto casa, dove ci sono insegne e cartelli e scritte in un improbabile italiano, dove ci sono appunti in una lingua che non conosco, dove ci sono odori che riportano a terre lontane, dove i visi dei gestori sembrano più sereni e rilassati delle facce dei commessi dei supermercati, che scure probabilmente non conoscono la luna.
Grazie, davvero, continua a distribuire sogni per il mondo.